“Cuore l’innamorato” di Lily King: non mi ha travolta, ma nemmeno delusa

Titolo: Cuore l'innamorato • Autrice: Lily King • Traduttrice: Manuela Francescon • Editore: Fazi • Data di pubblicazione: 4 novembre 2025 • N.pagine: 228 • Copertina flessibile € 18,50 • Ebook € 9,99

TRAMA
La protagonista di Cuore l’innamorato , aspirante scrittrice, sa riconoscere una buona storia d’amore: i segreti e i sottotesti, gli alti e i bassi. Ma la sua storia d’amore più grande, quella che ha vissuto in prima persona, non ha mai seguito le regole. Nell’autunno dell’ultimo anno di college la ragazza incontra due studenti modello del suo corso di Letteratura, Sam e Yash. Grandi amici che vivono fuori dal campus nell’elegante casa di un professore in anno sabbatico, i ragazzi la invitano a entrare nel loro inebriante mondo fatto di fervore accademico, battute a raffica e partite a carte; la soprannominano “Jordan” e le fanno scoprire rapidamente i piaceri dell’amicizia, dell’amore e dell’ambizione intellettuale. La passione giovanile, però, è imprevedibile e lei si ritrova presto al centro di un triangolo amoroso complicato. Mentre la laurea si avvicina e si allontana, questi tre ventenni si trovano a fare scelte che cambieranno per sempre le loro vite.
Alcuni decenni più tardi, Jordan sta vivendo la vita che sognava, e i giorni vulnerabili di un tempo sono solo un ricordo. Ma quando una visita a sorpresa e una notizia inaspettata fanno precipitare il passato nel presente, la donna torna in quel mondo che si era lasciata alle spalle ed è costretta a confrontarsi con le decisioni e gli inganni che hanno segnato la sua giovinezza.
Quando ho letto la trama di questo libro, un triangolo amoroso ai tempi dell’università, ho pensato “no, non fa per me”. Ma continuava a comparirmi davanti, presentato da alcuni come una lettura meravigliosa, e da altri come un successo assolutamente sopravvalutato.

Nulla stimola di più la mia curiosità di un libro che spacca a metà il popolo dei lettori e, complice l’acquisto da parte di una personcina che sa come sorprendere, ho capitolato.

Siete curiosi di sapere cosa ne pensi? Se siete qui a leggermi, direi di sì, quindi vi anticipo che non mi ha delusa, ma nemmeno entusiasmata. Non sicuramente una lettura insipida, anzi, ma non mi ha portata a urlare al capolavoro nè a versare fiumi di lacrime.

Parto col dire che è un libro diviso in due blocchi distinti, i cui registri narrativi si differenziano completamente per tono, ritmo e contesto. E in questo l’autrice ha compiuto un ottimo lavoro, il cambio è netto e porta il lettore a immergersi nella realtà della protagonista.

La prima parte, circa il 60% del libro, racconta gli anni dell’università, delle sperimentazioni, della conoscenza di sè stessi e dei propri limiti, gli anni in cui le scelte che si compiono gettano le basi della vita futura, siano esse ponderate o impulsive.

E queste pagine, al netto - a mio avviso - di qualche digressione letteraria di troppo, si respira la spensieratezza e la voglia di prendere la vita a morsi, di autodeterminarsi.

Una narrazione che si conclude con una rivelazione inaspettata.

Quando si apre la seconda parte sono passati ventun anni dagli avvenimenti della prima, viene delineata la vita adulta della protagonista, nel momento in cui il passato torna a bussare alla sua porta, riaprendo questioni scomode e mai risolte, fino a traghettare il lettore alla terza e ultima parte, quella che ha alimentato l’economia dei produttori di kleenex. Ma non da me.

Sì, qualche lacrima l’ho versata, soprattutto in un punto verso la fine, perché non sono un ciocco di legno insensibile, ma non mi sono certo sentita devastata. Piuttosto mi sono sentita infastidita da un eccesso di dolore, ho avuto la sensazione che l’autrice abbia spinto un po’ troppo sulla leva del sentimentalismo.

A mio parere, sgravato da una specifica condizione dolorosa della protagonista, il romanzo sarebbe stato perfetto. Scorrevole, piacevole, credibile ed emozionante. Ma quell’eccesso mi ha rovinato l’esperienza, portandomi a smorzare l’empatia che si era creata e che mi avrebbe condotta verso quella valle di lacrime, naturale conclusione della lettura per ciò che accade.

Alla fine non sono salita né sul carro degli entusiasti, né su quello dei delusi, riconosco l’abilità narrativa di King, la sua capacità di rendere emozioni e sensazioni in poche righe, ma i capitoli della quarta parte mi hanno più tediata che emozionata.

Un romanzo dalla scrittura semplice ma efficace, sulla forza dell’amicizia, sui rimpianti e i rimorsi, sul peso delle scelte, sulla fragilità e sulle occasioni mancate. E, per mio gusto, sul non rispettare la giusta misura.


Commenti